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Comune di Sossano

Provincia di Vicenza - Regione Veneto


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Cenni Storici

Sossano, adagiato ai piedi dell'estremità meridionale dei Colli Berici, è delimitato al sud dal fiume Liona.

Secondo il padre Barbarano " vien detto Celsano quasi cielo sano, perché ivi è l'aere salutifero, et la nebbia poco si ferma presso il monte ".
Il nome può essere anche fatto risalire a Josano, da "Giove Sano", godendo di un clima meraviglioso.

A tali interpretazioni del nome di Sossano si adeguò probabilmente fin da epoca antica il comune di Sossano, adottando uno stemma in cui, divisi da una sbarra d'argento con la scritta "Coel Sanus", appaiono un cielo sereno con un sole a dodici raggi ed un cielo notturno con un crescente di luna tra due stelle d'argento.

Preistoria

La particolare conformazione geografica del luogo in cui sorge Sossano, favorì sin da epoca antichissima gli insediamenti umani.
Sulla dorsale del monte della Croce sono state identificate tracce di industrie che risalgono alla preistoria più remota.

Sono stati trovati numerosi reperti risalenti all'età del bronzo e al primo ed al secondo periodo atestino.
In pianura, in località Costa, è stata rinvenuta la presenza di numerose industrie dell'età neolitica ed in località Monticello un villaggio a fondi di capanna risalente all'età del bronzo, portato alla luce durante la seconda guerra mondiale.
 
 

Età Romana

Un ruolo non secondario dovette avere Sossano per tutta l'età romana.
Lo dimostrano l'identificazione dell'antico Olmo con l' "ombilicus urbano" e del territorio e i notevolissimi reperti che si attribuiscono al primo ed al secondo secolo dopo cristo.

Fondamentali per ricostruire l'assetto del territorio in età romana, sono il tempio augurale del monte Cistorello e alcuni cippi, quali il basamento della croce del monte della Croce, e la cosiddetta croce di pietra.
 

Medioevo

 Verso l'anno 753 d.C., Sant'Anselmo donò all'abbazia di Nonantola, presso Modena, che aveva lui stesso fondato, il monastero e l'ospizio di Santa Giustina, che aveva istituito nelle sue proprietà nel luogo detto Sossano.
Anselmo era fratello della regina Geltrude, moglie di re Astolfo, e di Gaido, ultimo duca longobardo di Vicenza e conte di Carlo Magno.

Dal secondogenito di quest'ultimo discesero più tardi i conti di Sossano, di stirpe longobarda, che diedero origine a molte tra le più antiche e nobili casate vicentine e padovane.
Nella località detta Sajanega, con la sua celebre e vasta foresta, nel X-XI secolo, fiorì una intensa vita eremitica e vi soggiornò San Romualdo, che qui fondò un eremo, dove tra il 1037 e il 1066 visse e morì il santo francese Teobaldo, eremita e confessore.
Celsano ebbe nel tempo tanta fama per la salubrità dell'aria e la dolcezza del clima, che qui convennero nel 1428, per salvarsi dalla peste che infuriava nelle Venezie, numerosi e celebri umanisti e letterati veneziani.

Cessata l'epidemia, fu eretta la chiesa del Santo Sepolcro, e da essa proviene la splendida scultura del cristo morto, opera di Niccolò da Venezia, lo stesso che realizzò l'immagine della Mater Misericordiae, conservata oggi nel santuario di Monte Berico a Vicenza.
Da Sossano provenne anche Bartolomeo Cavazza, ottimo scultore, che fu il primo maestro del giovane Andrea Palladio.
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