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Medioevo
Verso l'anno 753 d.C., Sant'Anselmo donò all'abbazia di Nonantola, presso Modena, che aveva lui stesso fondato, il monastero e l'ospizio di Santa Giustina, che aveva istituito nelle sue proprietà nel luogo detto Sossano.
Anselmo era fratello della regina Geltrude, moglie di re Astolfo, e di Gaido, ultimo duca longobardo di Vicenza e conte di Carlo Magno.
Dal secondogenito di quest'ultimo discesero più tardi i conti di Sossano, di stirpe longobarda, che diedero origine a molte tra le più antiche e nobili casate vicentine e padovane.
Nella località detta Sajanega, con la sua celebre e vasta foresta, nel X-XI secolo, fiorì una intensa vita eremitica e vi soggiornò San Romualdo, che qui fondò un eremo, dove tra il 1037 e il 1066 visse e morì il santo francese Teobaldo, eremita e confessore.
Celsano ebbe nel tempo tanta fama per la salubrità dell'aria e la dolcezza del clima, che qui convennero nel 1428, per salvarsi dalla peste che infuriava nelle Venezie, numerosi e celebri umanisti e letterati veneziani.
Cessata l'epidemia, fu eretta la chiesa del Santo Sepolcro, e da essa proviene la splendida scultura del cristo morto, opera di Niccolò da Venezia, lo stesso che realizzò l'immagine della Mater Misericordiae, conservata oggi nel santuario di Monte Berico a Vicenza.
Da Sossano provenne anche Bartolomeo Cavazza, ottimo scultore, che fu il primo maestro del giovane Andrea Palladio.
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